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Allegro
aus Konzert in D-Dur, TWV 53:D3, à tromba, violino concertato, 3 violini, 2 viole, violoncello obbligato e basso - Andreas Lackner, Trompete; Andrea Rognoni, Violine; Stefano Veggetti, Cello
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Presto
aus Konzert in G-Dur, à viola da braccio, TWV 51:G9 - Stefano Marcocchi, Viola
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Largo
aus Konzert in D-Dur, à corno da caccia, TWV 51:D8 - Johannes Hinterholzer, Horn
Stefano Veggetti (direttore), Ensemble Cordia
Prime registrazioni mondiali su strumenti storici
Le opere presenti in questa pubblicazione rappresentano un aspetto meno consueto della produzione di Telemann. Risalgono agli inizi della sua carriera, quando sperimentava con i diversi influssi musicali e stilistici con cui veniva a contatto. Fu durante il suo periodo come Kapellmeister a Eisenach che iniziò la straordinaria serie di sonate e concerti per vari gruppi strumentali.
In un primo momento considerava il moderno stile italiano troppo superficiale (sebbene Corelli fosse stato una delle sue prime influenze), ed era invece lo stile francese ad attrarlo, tanto che affermò che i suoi concerti alla fine “avrebbero odorato di Francia”. Col tempo il suo giudizio sulla musica italiana si attenuò, probabilmente perché il suo amico, il violinista e compositore J. G. Pisendel, si era recato a Venezia ed era diventato amico di Vivaldi; non è quindi difficile immaginare che Telemann abbia composto un concerto brillantemente orchestrato per celebrare il ritorno del suo amico.


